giovedì 12 gennaio 2012


 


Sempre caro mi fu quest'esemplare gruppo,
e questa pezzo, che da tanta parte
dell'ultima nota lo stolto esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
concerti di là da questo, e sovrumani
echi, e profondissimo rispetto
io nel loro pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste mura, io quello
infinito gruppo a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di loro. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questa musica.


martedì 14 giugno 2011

Verso le Alpi Retiche


Sono inciampato nuovamente, faccia nella pozza di fango e piscio di cane.
Non fa ancora molto caldo, l'acqua zozza è evaporata il piscio è rimasto incrostrato tra i capelli...puzzo, ma non è un novità.
Cerco la mano amica che mi salverà dalla caduta, ritrovo solo manichini con sorrisi freddi stampati su volti crepati dal tempo...ahimè che triste destino la caduta!
Osservo i cani, non mi piacciono i cani, la loro urina puzza.
Osservo le scarpe delle belle ragazze, non mi piacciono le scarpe delle belle ragazze, non mi piacciono le belle ragazze con le scarpe, non mi piacciono le belle ragazze.
Sottoscrivo petizioni di ogni tipo, non ne capisco l'utilità, ma mi annoio e quindi cammino senza meta e se mi dice bene rimango senza meta sul divano. Non penso a nulla, tengo il cervello in stand-by da anni per risparmiare energia, mi ritengo un tipo ecologico, non mangio verdure, ne frutta, solo carne di seconda scelta.
Sono solito rilassare i muscoli del collo dopo aver passato la notte curvo sui miei pensieri.
Sono solito baciare la mia immagine allo specchio, sono un tipo interessante quando non cado nelle pozze di fango e piscio.
Sono solito schifare la mia vita pensando a quella luccicante degli altri.
Rincorro le lucciole solitamente nel pomeriggio, al momento non ne ho mai vista una, devo concentrarmi di più, ma la concentrazione non fa parte del mio dna, non sono sicuro di avere un codice genetico, non credo di essere mai nato in realtà.
Ascolto la gente parlare ma non capisco una parola, forse perchè dovrei avvicinarmi e non sostare come un ebete sul lato opposto del marciapiede, ma la gente mi fa paura, mi guarda trapassandomi da parte a parte...fa male!

Rifletto me stesso.
Su me stesso.
Sono luce di organismo gigantesco.
Sono una nano particella di un organismo gigantesco.
Avrei preferito essere una mucca verde in transumanza verso le Alpi Retiche.
Farò domanda per la prossima vita!
(to be continued)

giovedì 16 dicembre 2010

The Jack & Ragazza Sonia


The Jack.

Suona il coltello a squartare la carne.

The Jack lo chiamavano.

Ragazza Sonia.

Suona il cervello a squartare il vero.

Ragazza Sonia la chiamavano.

Dal fondo della rivoluzione scatta il senso di colpa.

Voglio salvarmi.

Voglio stare a casa.

Ho addominali da mortificare.

Ho divani da riscaldare.

The Jack. Nelle mutande coltelli da affilare.

The Jack. Nell'attimo di un istante incazza i muscoli, strazia i pensieri e con violenza ferina sferra colpi in successione. In successione.

L'immobilità stanca.

La fame. La locura. L'amore.

Ragazza Sonia.

Nella veglia la sconfitta.

L'attesa.

Poche parole.

Poche.

.

giovedì 1 luglio 2010

PANNI STESI AL SOLE


Ustione di terzo grado. Così c'è scritto sul referto.
In estate mi piace camminare scalzo. Sonnecchiare. Rimbalzare velocemente giù dal divano per fare lavatrici schizoidi.
Lavo cose a caso.
Cose a caso pulite.
Mi piace osservarle rotolare attraverso l'oblò per 40 minuti, mentre, seduto sulla tazza del water con le mutande fino alle caviglie, faccio pipì.
Come le donne.
Ma sono un uomo.
Finito il ciclo di lavaggio prelevo i panni.
A piedi nudi vado in terrazza sotto il sole rovente.

Dai 3 ai 7 minuti è il tempo che impiego per stendere.

Dai 6 ai 9 minuti è il tempo che impiego ad arrivare in ospedale per farmi curare l'ustione sotto la pianta dei piedi.

Sto anelando il suicidio.

Sono stanco degli ospedali.

mercoledì 3 febbraio 2010

Lo Splendore Della TV


Lo schermo è fermo. io con lui. le immagini, loro, sono tarantolate. che nausea. di più: che vomito. oddio. altra fobia in aggiunta. poco male. la tv non mi piace. cazzo. il cinema ha lo stesso principio. tutto in movimento tarantolato. nausea. vomito. cazzo. fobia. fobia. non potrò più andare al cinema. paura. tremori. nausea. vomito. cazzo. cazzo. chiudo gli occhi. mi accascio a terra. tremando sogno un film. il mio. lo vedrò solo io. anzi nemmeno. il movimento mi uccide. soluzioni. le cerco. sono ben nascoste. urlo. non mi sente nessuno. la pietra rotolante mi accompagna. sono come lei. duro. perduro. induro. che? aiuto. apro gli occhi. no, non li apro. si. no. si. no. si. no. vabbè si. aperti. nausea. vomito. tremori. cazzo. cazzo. la fine. è la fine. la fine. la fine. THE END

giovedì 28 gennaio 2010

CI SONO COSE CHE...


La birra degli alieni è molto più buona ed il contadino della casa accanto, convinto sul da farsi, aveva dipinto l'armadietto dei medicinali di verde pisello, perché il salice non piange su Marte ma andava al mercato da solo.
La notte passò inosservata.
La mattina seguente un sasso rosso si accomodò sulla scatola delle alici e iniziò a pensare con fare sospettoso:"non ci sono banconote per me, tranne che nelle notti di sabbia che brillano al chiaro di luna di un cratere morente".
Il contadino prese la voliera e, senza titubare, fece unire in matrimonio due pellicani trovati appesi ad un filo sulla punta del razzo atomico.
Quando accese i motori però, si accorse di una penna cubica piantata nel suo orto di stelle. Accartocciato su se stesso, il salice smise di farsi i conti in tasca e senza opporre resistenza si fece sbiancare da capo a radici e si accorse di provare un certo mal di testa quando il numero undici iniziava a diventare rosso.

sabato 5 dicembre 2009

NEVE


1-Il primo giorno di neve è stupendo, il secondo è magico, al terzo non rispondi più alle palle di neve e brecciolino sul viso, al quarto vorresti un po' di pioggia, al quinto il sole, al sesto monti le catene, al settimo spendi 50 euro d'elettrauto per riattivare la batteria e capisci perchè si può fare solo una settimana bianca.

2-Il nevischio non è neve, quindi non vale.

3-La neve è come Dr. Jekyll & Mr Hide: bianca e soffice appena caduta, grigia, dura e pericolosa la mattina dopo.

4-Se sei uno dei pochi sfigati che non ha mai visto la neve sappi che il gatto delle nevi non è un simpatico felino bianco dal soffice manto, ma un grosso cingolato rumoroso tutto lamiera e CO2.

5-Se hai deciso di partire per un'emozionante settimana bianca dalla Costiera Amalfitana alla volta del lontano Sestriere, ricorda che se alla tua prima sosta in Autogrill, vestito con tuta da sci, mombut, sciarpa e occhiali a specchio sulla fronte, uomini donne e bambini ti fisseranno insistentemente, non è perchè sei un gran figo ma perchè sei un demente.